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Il senso della famiglia e la cura dei propri affetti

Oggi mi sento di ringraziare.

Sento da giorni commenti e giudizi angoscianti su altrettanto aberranti e terrificanti dimenticanze.
Seggiolini parlanti, borse posizionate in luoghi strategici, nuovi decreti leggi..(libera nos a malo) 

- resto basita..una borsa per non dimenticare tuo figlio? Una legge? Un sensore...

Vado alla mia vita e ripercorro la memoria degli ultimi anni. 

Adesso i miei figli hanno 5 anni (e 1/2 come sottolinea lui orgogliosamente) e 4 anni (a settembre) lei, quindi è ormai impossibile dimenticarli perché mi prenderebbero a ceffoni e possibilmente andrebbero alla prima stazione dei carabinieri per denunciarmi..
E mi chiedo ma com'è possibile, cavolo!
E l'unica parola che mi viene in mente è
CURA.
Io non mi sento di dire nulla. Solo di ringraziare la mia famiglia, tutta, anche quella acquisita con sorelle, fratelli, zii e cugini annessi. I miei amici, tutti. Ogni qualvolta ci sono stati, quando puntualmente raccontavo loro uno strano episodio di "distrazione" oppure sbadataggine. 
Lo vedevamo tutti strano e ne ridevamo perché io non sono mai stata così "distratta" e sbadata, prima di essere mamma, per due volte di seguito e prima di dover gestire questo meraviglioso e misterioso ruolo insieme alla mia delicatissima professione.
Prima di questa meravigliosa fase della mia vita, mi dedicavo allo studio, alla professione ed agli hobby...
- Non distruggevo macchine (per la gioia dei carrozzieri).
-Non dimenticavo chiavi in casa, costringendo mio padre a chiamare i pompieri o mio marito a salti e voli pindarici dall'appartamento della (adorabile) vicina di casa.
- Non infilavo in lavatrice, tra i bianchi, un golfino rosso di mio figlio che, non solo rendeva tutto rosa shocking, ma diventava un golfino per Ciccio Bello di mia figlia.
- Non dimenticavo per giorni di chiamare a casa.
- rispondevo al 90% alle telefonate di amici e familiari. Non buttavo il cellulare sotto qualche cuscino perché il suo suono o vibrazione mi dava i nervi.
- non spiaccicavo un giorno si ed uno no il mio iPhone nuovo di zecca a terra pensando poi di fare causa alla Apple perché "questi vetri non sono all'altezza delle qualità promesse".

E quando i miei parenti ed amici si raccontavano queste cose e mi chiedevano il perché, alle volte anche preoccupandosi un po' del mio stato di sovraccarico mentale, mi vergognavo e certe volte mi offendevo.
Lesa maestà! "Che pensano questi. Io faccio tutto e tutto bene. ECCO."
Poi però ringraziavo perché c'erano ed erano attenti a tutti quei segni ed anche perché non ero sola.
Si sono presi cura di me.
E quindi questo mi sento di dire a tutti coloro che hanno
come figlia/o, sorella/fratello, amica/amico oppure moglie/marito o ex (non conta che sia ex sempre madre o padre dei tuoi figli è SVEGLIA),
una "wonder woman" o un "super man". 

Prendetevi cura di loro con un gesto, uno sguardo, una risata, una battuta, un rimprovero, una telefonata, messaggio, WhatsApp, messanger...
E a loro, agli eroi, dico parlate con qualcuno delle vostre dimenticanze, quelle più strane quelle più vergognose ed anche inconfessabili...concedete a qualcuno di ridere con voi dei vostri strafalcioni..
Prendiamoci cura l'uno dell'altro..

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