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C'era una volta...

"C'erano una volta Luisa e Marco. Si amavano, si sposarono, fecero un bambino ed erano felicissimi di aver coronato il loro sogno d'amore"

Ti ricorda qualcosa?

Questo è l'inizio di ogni storia di amore. Anche di quelle che, arrivate al capolinea, sembrano storie di guerra cruenta e sanguinaria. Iniziano tutte così..si amavano e si sposarono. Dall'amore nacque un figlio che chiamarono..



Ma la vita quotidiana insieme non è una passeggiata, è una ricerca continua di nuovi equilibri di coppia e richiede qualcosa che vada oltre le semplici parole racchiuse in un "ti amo. Per tutta la vita".

Ed è così che, la coppia di sposi con il figlio ancora piccolo, non riesce a superare il conflitto, non trova il proprio modo di farlo, "non ritrova più neppure un breve luccichio del passato amor" necessario ad appianare la crisi per volgere verso tempi migliori. (Insieme o no che importa? basta che siano migliori).

 Litigano continuamente, giorno e notte, sfogando l'uno sull'altro tutti i disagi di una vita esistenziale difficile, frustrazioni, ansie, gelosie, senso di abbandono, paura, umiliazione. Così passano le giornate fino a quando uno dei due, il più forte (forse) decide che "per il bene del figlio" si ci deve separare. Basta questioni, basta liti, basta aggressioni furibonde, discussioni notturne, violenza verbale. "Vado dall'avvocato" vediamo che mi dice..vediamo se ho ragione io e che succede se ci lasciamo..

Ed è da quel momento che, spesso, cominciano i guai..e la nostra brava Luisa si dimentica del "bene del figlio" entrando invece in una dimensione di egocentrismo genitoriale che ha come mantra principale ed inconscio (si spera) "il bene di mio figlio coincide con il mio"

Entra nello studio di un avvocato e gli racconta la sua storia, con il proprio umore, con le proprie visioni e le proprie ragioni. Non parla del proprio figlio. Strano, quasi dimentica che si era recata li proprio per lui..e comunque l'avvocato non gli chiede nulla sul figlio se non dati anagrafici. Quindi non sarà davvero importante. Sono problemi nostri miei e di mio marito, il bambino che c'entra!

E poi esce dallo studio, più forte, più baldanzosa più consapevole dei propri diritti e comincia a dire a se stessa che tutto andrà bene. Lui capirà, pagherà, vedrà il bambino due volte la settimana e qualche fine settimana starà con lui..è giusto..è il padre.
Quella sera, Luisa, non parla con il marito, lo ignora. Sceglie di non comunicare la propria scelta definitiva perché sarà l'avvocato a scrivere per lei. Saprà meglio lui come dirlo, troverà di certo le parole migliori.
Dopo qualche giorno a Marco, arriva la tanto attesa lettera di 8 righe..fine coniugio, mantenimento, diritto di visita..fuori di casa. Grazie e a risentirci.
E allora comincia davvero la guerra, quella strategica, quella pericolosa perché qualcuno ci rimette sempre le penne..

Finisce la lotta emotiva, appassionata, e furibonda tra i coniugi. Quella della catarsi. La crisi si interrompe bruscamente e malamente. Nessun aiuto, sostegno e supporto..odio su odio, travestito da parolone altisonanti di retorica giuridica, abbellito con le ultime sentenze fresche fresche di giornata che giustificano il mezzo ed anche il fine oppure l'uno a scapito dell'altro.

Sta di fatto che c'è guerra aperta ed i coniugi sono trasportati fra le proprie emozioni in aule di giustizia,  dove quelle emozioni diventano giudicabili, dove si scandaglia tutto, ogni istante quotidiano, ogni parola, ogni gesto..anche cose che non hanno più senso e che lo hanno avuto quell'unica volta che sono state..

Nell'ombra una figura piccola e rotondetta che osserva tutto e trasforma quella vicenda in una storia tutta sua, con buoni e cattivi. Sente, respira, empatizza e diventa anche lui parte del conflitto. Vuole anche lui una parte in questa misera tragedia. E dunque sceglie la parte dalla quale schierarsi secondo logiche proprie. Che alle volte, è vero, sono influenzate da uno o dall'altro genitore. Ma non è sempre così. Non è così facile capirlo. Sono "fondali quasi insondabili".
Poco importa ciò che conduce il bambino a schierarsi. Lui è un bambino che gioca tra i giochi degli adulti. Ma non sempre questo è chiaro, non sempre questa visione è lucida e definita nei genitori e, cosa ancora più grave, non lo è negli operatori di diritto. Tutti attori che recitano una parte, lontani dalla realtà delle cose, dalla Verità e dalla Autenticità.

Si perché i genitori lottano a chi lo deve tenere di più e per raggiungere il loro obiettivo sono disposti a tutto. A fare e dire tutto. A dire anche ciò che si potrebbe tacere e ad inventarsi cose non vere.
Allora nasce l'esigenza di studiare il bambino, di capire perché.. perché si schiera con uno piuttosto che con l'altro. Luisa non accetta, non tollera che il proprio bambino voglia stare con il padre e che con lei ci voglia trascorrere poco tempo. Preferisce non risolvere da se questo problema, trovando il modo di comunicare con il padre di suo figlio nonché suo marito e amante "di un giorno che fu".

CHIEDE AIUTO ALL'AVVOCATO che a sua volta, distante dal contesto familiare e devoto alla propria cliente, chiede al Giudice di nominare uno psicologo che accerti le cause del distacco del figlio dalla madre. "cosa bolle in pentola?"

Lo psicologo riferisce che i genitori litigano troppo, si odiano e questo ambiente odioso è nocivo per il bambino. Probabilmente il piccolo vuole stare con il padre perché fuorviato dallo stesso che critica la madre continuamente. 

Quindi??

Cosa fa il Giudice? Decide che per il bene del bambino, si dovrà disporre l'allontanamento dal padre e l'inserimento del piccolo in comunità.. SIC!!!!!

bimbo_conteso_strappato_famiglia_urla_papa_tu_mi_cercherai-2478861.html


E adesso? 

Luisa è contenta? Marco ha riso prima e adesso piange?

Non si sa...loro, tra le loro guerre come stanno. 

Forse Luisa ha vinto? oppure ha perso Marco? 

L'avvocato di Luisa è soddisfatto? Giudici e psicologi hanno recitato bene la loro parte?
Domande alle quali non so rispondere perché ciascuno ha la propria visione del BENE e del MALE, ciascuno sceglie come lavorare e se non lo fa consapevolmente, dovrebbe imparare ad esserlo di più prima di svolgere determinate professioni..un po' come i medici che prima di esercitare dovrebbero fare un corso a se stante di consapevolizzazione del giuramento di Ippocrate

Quello che è certo è che il bambino è disperato vuole stare con il papà, si sente in colpa e gli chiede "scusa Papy..non lo faccio più..non mi mandare via"..

Bambino_strappato_al_padre_da_10_persone_per_essere_portato_in_casa_famiglia_Caso_choc_in_Gallura_-_IL_VIDEO.html

Caro amico, che mi scrivi in privato e mi chiedi PERCHE'? che mi mandi questo video incredibilmente disturbante tramite contatto privato..spero di averti risposto..

Ti ringrazio, amico mio, perché attraverso la tua richiesta adesso posso condividere questo articolo e posso agire (e anche pregare) affinché i genitori, in crisi e che sono ancora in tempo, cambino rotta..visione e pensino bene prima di agire, valutando ogni singola conseguenza del loro agire..

L'incubo inizia da un momento specifico..

 dal momento in cui si antepongono le ragioni egoistiche da coniuge emotivamente scosso alle motivazioni di ordine superiore da mamma e papà.

L'incubo non finisce ma peggiora se

---- hai la sfortuna (ulteriore come se non bastasse quella che hai) di trovare un avvocato che, preparatissimo in leggi e codici (a volte anche no però), lascia a desiderare in fattore X. Null'altro è questo ingrediente magico se non sensibilità, empatia e capacità di decontestualizzare la lite con una visone un poco più ampia di quella offerta dal proprio cliente imbufalito..

Ti accorgi che non puoi più svegliarti dall'incubo, che è diventato realtà e che tuo figlio, ADESSO SI.. soffre come nessun bambino merita di fare tra estranei in una comunità che..lasciamo stare perché qui si potrebbe aprire una ferita incurabile..

---- quando il Giudice emette quel provvedimento di allontanamento del minore dall'ambiente domestico e per farlo dispone anche l'aiuto delle forze dell'ordine perché il bambino non vuole andare..

Tutto questo si può evitare..?

Si mio caro amico..si può evitare..

COME?

1) consapevolezza. La crisi con tuo marito o tua moglie te la devi risolvere da solo al di fuori dei tribunali! La crisi ha un suo decorso naturale e, se ti interessa davvero il BENE di tuo figlio, la devi sopportare con pazienza e con molta comunicazione. Non puoi mai dire di conoscere davvero qualcuno se prima non lo vedi disperato! 

2) se non riesci a farlo da solo, PRIMA DI ANDARE DALL'AVVOCATO, vai da un professionista che ti aiuti a fare chiarezza e possibilmente VI aiuti;

3) Scegli con cura il tuo avvocato..più lo vedi aggressivo più stattene alla larga e Fidati solo di chi pronuncia il nome di tuo figlio quando parla di lui, sempre, e solo di chi lo faccia con immenso rispetto. Fidati di chi manifesta rispetto per il tuo ex. Quello è il legale giusto..





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