Passa ai contenuti principali

Nuova domanda ? Nuova mediazione

Supponiamo che su una controversia in cui è prevista la mediazione obbligatoria, le parti non raggiungano un accordo e quindi si incardini la causa dinnanzi al giudice competente.
Tipico esempio di un correntista che propone istanza di mediazione nei confronti di un Istituto di Credito per tentare di ottenere il risarcimento dei danni per anatocismo. 
L'utente, infatti, che voglia proporre causa nei confronti della banca per errato/eccessivo calcolo degli interessi di mutuo, dovrà obbligatoriamente tentare la mediazione.
Supponiamo anche che la mediazione non vada a buon fine in quanto fra le parti non è possibile addivenire ad una conciliazione e quindi il verbale di mediazione sarà negativo.
Il privato proporrà azione giudiziale nei confronti dell'istituto bancario. La causa viene assegnata ad un giudice, e la banca deposita il proprio atto di difesa.
[Ecco la questione che oggi Vi proporrò].
L'istituto creditizio fra le proprie eccezioni a difesa propone una domanda riconvenzionale con la quale chiede, a titolo di saldo, una determinata somma per un rapporto di conto corrente.
La domanda riconvenzionale apre la controversia ad un altro aspetto il quale non era stato oggetto della mediazione incardinata dal correntista.
Sarà necessario che la banca intraprenda una nuova mediazione sulla questione specifica ? 
Secondo l'orientamento prevalente dei giudici, sia di merito che di legittimità, la risposta è positiva.
Nel senso che quasi sempre "bocciano" la strategia processuale attivata dalle banche che non include il tentativo di conciliazione sull'oggetto della propria richiesta riconvenzionale, ritenendo sufficiente la mediazione attivata dal privato correntista, seppur limitata alle sue proprie richieste.
I Giudici precisano che, qualora venga tentata con esito negativo la mediazione e, in seguito, parte convenuta in causa svolga una domanda riconvenzionale non esaminata nell'ambito del tentativo di conciliazione, è necessario promuovere un nuovo procedimento di mediazione, qualora la materia rientri tra quelle obbligatorie.
Quindi elemento fondamentale, affinché si dichiari improcedibile la domanda riconvenzionale, è che la stessa verta su una materia obbligatoria.

Degna di attenzione è anche un'altra considerazione.

L'esclusione della domanda del convenuto (in questo caso della banca) dall’ambito di applicazione della legge sulla mediazione obbligatoria (d. lgv 28/2010) provocherebbe un’ingiustificata disparità di trattamento tra attore e convenuto del tutto illegittima.
Si può osservare (come osservano infatti i giudici) che lo svolgimento di un secondo procedimento di mediazione, dopo l’esito infruttuoso del primo, non può considerarsi inutile e dispendioso, poiché esso avviene sulla base di una circostanza sopravvenuta, costituita dalla domanda al riconvenzionale spiegata dal soggetto convenuto.

 Essa potrebbe essere idonea a indurre le parti a riconsiderare la possibilità di una definizione transattiva della controversia.

La questione trattata oggi è molto importante sia per le parti che si apprestano alla mediazione che per il mediatore.
Infatti le prime saranno esortate a presenziare alla mediazione instaurata dall'altra sopratutto se avranno qualcosa da chiedere oltre che da eccepire a semplice difesa. Evitando assenze ingiustificate oppure presenze "di circostanza" (tanto per..). Ciò quantomeno per evitare un'ordinananza di improcedibilità in merito alla propria domanda riconvenzionale e vedersi costretti ad attivare un procedimento di mediazione a causa inoltrata (e quindi verosimilmente dopo 3/4 anni circa).

Il mediatore dal canto suo farà bene a redigere verbali quanti più completi possibili nel caso di partecipazione di tutte le parti coinvolte, includendo anche le eventuali richieste riconvenzionale oltre le difese dell'utente convenuto. Questo per evitare di vedersi coinvolto in future cause di responsabilità.
Sempre più frequentemente i giudici dichiarano l'improcedibilità delle domande, nonostante la mediazione sia stata preventivamente effettuata, perché il verbale di mediazione risulta "piuttosto generico".
Tale affermazione da parte dei giudici, in sentenza, rappresenta una pietra miliare che si presta a molti utilizzi anche in termini legali di responsabilità professionale.




Commenti

Post popolari in questo blog

L'amministratore unico di una srl. Poteri in autonomia

 Quali sono gli atti che L'amministratore unico di una società può compiere in autonomia e  senza preventiva autorizzazione dell’assemblea dei soci ? I  Giudici catanesi hanno fornito una risposta abbastanza chiara, in relazione alla vicenda che ha visto un neo amministratore unico di srl - privo di qualsivoglia competenza e/o esperienza in tema di gestione aziendale ed estraneo altresì al  business  della società - cedere ad una signora un locale da ballo, noto nella zona, a fronte di un esiguo corrispettivo. L'amministratore in questione era stato nominato da poco e fino a quel momento aveva fatto tutt'altro, rivestendo il ruolo di magazziniere nella società.   La società ha prima agito in via immediata e cautelare, ottenendo il sequestro giudiziario sull’azienda e, successivamente, ha proceduto con l'instaurazione di un ulteriore giudizio di merito finalizzato alla richiesta di nullità, annullabilità ovvero inefficacia dell’atto di compravendita....

"Avvocato, ma io l'ho letto su internet"

Sempre più spesso clienti in corso di separazione, terrorizzati (soprattutto perché hanno figli piccoli), mi chiedono quanto il "rapporto intimo" sia importante nel rapporto di coppia, quanto possa pesare in una separazione sulla "bilancia delle responsabilità". Diciamo che non me lo chiedono così, ma mi formulano altri tipi di domande tra le quali ti riporto queste, giusto per farti comprendere meglio la casistica per la quale scrivo oggi. 1) quanto mi costa il fatto che da tempo non intrattenevo più rapporti sessuali con il mio coniuge? 2) quanto può giustificare il mio tradimento il fatto che l'altro non volesse più rapporti con me? In tutta onestà non credevo che qualcuno mi potesse fare questo tipo di domanda, semplicemente perché molto  "tecnica" e particolarmente "specifica".  Quindi ho chiesto l'origine, il perché di queste domande. Come mai era sorto questo dubbio. Al che la risposta, che mi ha lasciato ancora più confusa. "...

Vuoi separarti meglio o vuoi continuare a reggere il peso della volta celeste come Atlante?

Con questo articolo voglio dimostrarti che è possibile separarti meglio, senza traumi per i tuoi figli e senza impoverirti, riuscendo a mantenere costante il tuo tenore di vita.  Ti garantisco che sarai anche più felice uscendo dal campo di guerra in cui attualmente ti trovi e che scoprirai anche come fare la felicità dei tuoi figli e del tuo ex.  Capirai anche se chi ti assiste usa la tua crisi di coppia per biechi interessi fregandosene totalmente di quelli che fino ad un paio di giorni fa, erano i tuoi affetti e che tu invece vorresti tutelare anche  se ti vuoi separare.  A questo punto sarai consapevole e potrai scegliere di liberartene anche perché ti costa un occhio della testa e non realizza ciò che tu in cuor tuo vuoi davvero. Se sei in crisi di coppia e vuoi separarti senza danneggiare i tuoi figli e senza che il tuo patrimonio subisca perdite come un serbatoio bucato che fa acqua da tutte le parti, allora non solo dovrai leggere tutto fino alla fine, ma far...